Sono oramai quasi 10 mesi che l’associazione di ricercatori BayesFor studia la diffusione delle notizie sul web italiano. Circa cento siti di informazione, monitorati ogni giorno, i cui contenuti sono organizzati in un immenso database, che conta decine di migliaia di parole. È incredibile quante riflessioni possano scaturire dall’analisi del database, riflessioni talvolta sconvolgenti.
In particolare su quale sia l’importanza data alle varie notizie. Si viene a scoprire che la parola “papa” compare più o meno quanto la parola “napoletano” negli ultimi tre mesi, oppure che fra Cassano e Di Pietro, “antonio” risulta essere il nome più frequente sui siti di informazione on-line.
La quantificazione, talvolta può lasciare sbalorditi, come quando si scopre che un morto cinese vale circa tre morti birmani.
Nei giorni 5 e 12 Maggio, prima la Birmania e poi la Cina sono state vittima di un ciclone e di un terremoto rispettivamente. Ad oggi sembra che il numero dei morti in Birmania sia simile alla somma di vittime e ai dispersi cinesi (attorno alle 70.000 persone). Al momento degli eventi in ogni caso, le stime di morti si aggiravano attorno ai 15.000-20.000 morti in Birmania e circa 10.000 in Cina. La figura che riportiamo rappresenta quante volte i nomi dei due paesi sono stati riprodotti sul web. Sono evidenti i due picchi, in corrispondenza dei due giorni e è tristemente immediato notare che per i nostri siti di informazione un morto in Cina, sia a ragione del PIL o per le Olimpiadi, vale almeno due vittime in Birmania.